mercoledì, 30 novembre 2005



Metti che facendo zapping fra i canali in seconda serata incappi su Zelig Off. E metti che senza saperlo assisti al pezzo di uno che conosci. Proprio così: cambio canale e chi ti riconosco? Il mio buon amico Modou Gueye.

Con Modou ci ho lavorato parecchio, lo posso chiamare il mio fratello nero. E' un buon attore, anzi un po' di più. E' in gamba, intelligente, brillante e di ottima compagnia. Lo odiavo perchè è pure bello e quando si lavorava assieme quello che rimorchiava sempre era lui. Mannaggia. Beh, che dire? Mi fa piacere, tanto. Spero che come altri prima di lui riesca a fare il salto di qualità e approdi alla prima serata. Agli onori del palco mediatico grande.

Bravo Modou, dacci dentro. 



Un altro delirio di aronar - scritto alle: 00:39 || commenti



lunedì, 28 novembre 2005



Mi sorprende ancora la disistima che i direttori dei telegiornali nutrono nei nostri confronti. Mi fa piangere la sola idea che ci ritengano tutti una inerme massa di cialtroni, accomodanti, ossequiosi e servili numeri, funzionali ad assecondare la miseria dei giochi di potere che si realizzano solo sulla base di statistiche parziali. Auditel. Sondaggi. Consumi. Vacanze. Numeri, numeri, numeri, numeri, numeri, numeri.

Ho sbagliato oggi all'ora di pranzo, mi sono distratto ed ho visto il TG1. Mi ha pressochè colto di sorpresa (mentre ero alle prese con una mezza caciotta di percorino di Pienza) una notizia buttata lì, con noncuranza. La riassumo in tre parole: a Firenze si sta svolgendo la mostra-mercato del giocattolo d'epoca e da collezione. Il che presuppone che ci sia in Italia un nutrito numero di persone appassionate al genere e che annualmente si radunano per scambiarsi oggetti preziosi, comprare, vendere. Quello che fanno i collezionisti insomma. Del resto si colleziona di tutto, dai tappi di bottiglie ai tacchi rotti delle scarpe femminili, mi pare del tutto lecito e assai decoroso il collezionare giocattoli antichi. Inoltre, come per ogni altro settore del collezionismo, è azzardato parlare di prezzi, non c'è una vera e propria logica dell'acquisto, non si può attribuire con assoluta univocità un valore di mercato a prodotti totalmente voluttuari come quelli di chi colleziona. E la notizia? chiederete legittimamente voialtri. Si perchè, per quanto bella e particolare possa essere la mostra mercato, non mi pare notizia da telegiornale nazionale.

Ma se andassimo a scardinare la dinamica con la quale la notizia è stata data allora cambia tutto... lancio del servizio: "Cosa pensereste se per l'acquisto di una bambola o di un trenino giocattolo vi fossero chiesti oltre mille euro? Probabilmente pensereste ad un equivoco, eppure è proprio così... " e parte il servizio. Ho citato liberamente e a memoria. Sfortunatamente per me non ho la padronanza del codice comunicativo come certe redazioni e non so rendere bene come ci sono riusciti loro il senso di stupore che una simile lettura provoca. Ma tant'è... il senso dell'intero servizio era quello di rassicurarci. Ma si, comperate! Ci stiamo sempre a lamentare della recessione, dello scarso potere di acquisto... ma quando mai? Guardate qua, pieno zeppo di gente che fa centinaia di chilometri per spendere duemila euro in un reggimento di soldatini di pombo!

o la chiamo propaganda, pericolosa perchè strisciante... come dice Daniele Sepe è "un cavallo di Troia che entra nelle nostre case attraverso il televisore". Odio questo sistema laido, schifoso, unto di comunicare. Odio. Naturalmente è una mia opinione, una personalissima lettura che non ha alcuna presunzione di oggettività. Ma convincetemi del contrario, ve ne prego.



Un altro delirio di aronar - scritto alle: 19:33 || commenti



domenica, 27 novembre 2005



Appena rientrato, posso dire. E tiriamo le somme di questo primo fine settimana di ripresa lavoro.

Cominciamo col dire che è andata molto bene. E meno male, aggiungo. Da un punto di vista squisitamente commerciale avevo (avevamo) alcune perplessità, visto e considerato che il tempo non è stato dei migliori. E invece sticavoli, sono venuti in tanti, quasi tutti gli invitati ed è stato piacevole assai. Faticoso un gran bel po', visto che venerdì abbiamo fatto una discreta tirata per tutto il montaggio dello spazio galleria (pannellatura, imbiancatura dei medesimi, pareti espositive, tappeti, arredi, complementi, e via dicendo), ma anche una cena più che accettabile. E poi sabato invece una robusta non stop dalle otto e mezza del mattino fino a quasi le due di notte, uniche pause concesse per il pranzo, per la cena e per una fugace doccia anti-collasso. Chiusura di oggi dalle otto (ahimè, proprio così) fino alle due. Pranzo notevole e poi saluti.

A proposito, spezzo una lancia a favore dell'albergo nel quale si è lavorato. Posso anche non citarne il nome, visto che è assai famoso (e costoso!), ma il servizio è impeccabile, l'eleganza piacevole e mai eccessiva, il cibo ottimo. Insomma, benissimo davvero. E Gubbio poi... ma che bella! Venerdì quando sono arrivato era completamente coperta di neve, l'anfiteatro romano e le vecchie mura gli danno un tono da altri tempi, un borgo antico che ti obbliga ad un salto di qualche secolo indietro nel tempo. Figo assai il locale (uno dei pochi in effetti) che altro non è se non una chiesa sconsacrata, dove adesso si suona dal vivo e si beve della buona birra (tranne la stout della Tennent's che proprio non mi ha convinto) e anche se diluviava duro c'era un gran bel po' di gente in giro. Piacevole.

Poi ho incontrato quel somaro di Vissani (lo chef... madonna quanto mi è antipatico) e la Canalis (che invece...). Questo in breve il riassunto della tre giorni (due e mezzo dai!) appena trascorsa, in attesa della prossima. Tutti gli aneddoti simpatici e divertenti posso ometterli, tanto se non si conoscono le persone come si fa a rendere l'idea di ciò che capita? Unica nota di colore è che dopo il primo giorno il barman ha iniziato ad offrirmi il caffè. Buon segno, dico io.



Un altro delirio di aronar - scritto alle: 18:26 || commenti (1)



venerdì, 25 novembre 2005



Fra poche ore parto e si ricomincia a lavorare.

Una roba graduale però, l'intero fine settimana e poi di nuovo a casetta. Vado a Gubbio, la bella Gubbio. Torno domenica sera, poi vi racconto com'è andata.



Un altro delirio di aronar - scritto alle: 03:02 || commenti (1)



giovedì, 24 novembre 2005



Finalmente ho trovato il lavoro che fa per me. E, contrariamente a tutto lo scetticismo manifestato fino all'altro ieri nei confronti del nostro presidente del consiglio, devo ricredermi: è davvero un genio dell'imprenditoria. Basta mettere in fila tutto ciò che mi piacerebbe avere da un lavoro e... voilà! D'improvviso si squarcia il velo che mi copriva gli occhi. Sentite un po':

  1. viaggiare;
  2. stare a contatto con la gente;
  3. gestire relazioni interpersonali;
  4. avere tempo libero;

Ed è per questo semplice motivo che ho appena inoltrato la mia domanda di assunzione in qualità di sobillatore da autobus presso le segreterie dei partiti di sinistra. Ed ho già pronta anche la lettera di ringraziamento per il cavaliere, qualora la mia richiesta venisse accolta.

Incrociamo le dita va...



Un altro delirio di aronar - scritto alle: 15:52 || commenti



mercoledì, 23 novembre 2005



Avrei potuto esordire con un commento sull'uscita di papa Benedetto XVI (non sopporto chi si ostina a chiamarlo papa Ratzinger) riguardo la possibilità di accedere agli studi seminariali. Rivolto a quei giovani dichiaratamente gay. A loro sono preclusi i voti, parrebbe "logicamente", secondo una visione assolutamente distorta della sessualità. Non la capisco, davvero. Scegliendo di seguire una formazione seminariale e quindi aspirare al sacerdozio, si fa voto di castità: che significa - lo ricordiamo - astinenza dalle pratiche sessuali. Che queste siano di natura eterosessuale o omosessuale proprio non ne riesco a cogliere il distinguo, si vede che sono limitato. O forse è proprio vero che un omosessuale sia figlio del demonio e dunque più incline ad indulgere nelle pratiche lascive del sesso. Ma ci si rassicuri: non è così intollerante e neppure così ottuso il santo padre della cristianità, no. Infatti, perchè questa infamante colpa dell'essere omosessuale non sia invalidante ai fini del sacerdozio, basta che non lo si sia più da almeno tre anni. Facile no? Al confessore il giovane ventenne dirà che "fino ai 16 anni ero gay, ma da un annetto in qua ho smesso". Perchè è proprio vero: è una malattia, che vi credete? E quindi si può guarire.

Avrei potuto ma non lo farò. Invece vi parlo della mostra che sono andato a vedere ieri, a Roma. C'era (e c'è fino alla metà di febbraio) una bella carrellata di opere d'Arte Concettuale, con particolare attenzione e centralità per il lavoro di Alberto Burri. Ben fatta, e con intelligenti raffronti rispetto a quel che il panorama nazionale e internazionale offriva negli stessi anni. Cretti, combustioni, sacchi. Di sicuro non completa ma senz'altro esaustiva di un certo periodo.

Mi sento di consigliarla anche a chi, dell'Arte contemporanea, proprio non sa moltissimo. Ma almeno un minimo si o rischia di trovarla assolutamente incomprensibile e, dunque, maledettamente noiosa.



Un altro delirio di aronar - scritto alle: 21:04 || commenti (3)



lunedì, 21 novembre 2005



Quoto liberamente dal supplemento di Repubblica di oggi, alla pagina 35:

pare che per il 46% delle ragazze statunitensi la fellatio non costituisca pratica sessuale. Come dire? Non si tratta di pratica volta a dare piacere quanto piuttosto una forma di... ginnastica? Non saprei, questo l'articolo non lo specifica. Non ho poi ben capito se questo 46% (sarebbe come a dire una donna su due, no? Ma esageriamo e diciamo una su tre!) di popolazione femminile non pratica simile attività al partner oppure se lo stesso campione di cittadine pratica il blow-job con assoluta naturalezza anche ad amici o conoscenti, così: per fare un favore. Varrebbe la pena approfondire, credo.

Intanto, mentre scrivo, mi sto guardando (sarò onesto: sto subendo) la Arcuri in televisione. E per l'ennesima volta mi accorgo che anni di Accademia di Recitazione valgono pressappoco un terzo di quanto vale un bel paio di tette. Sagaci le scelte del regista che, quando la suddetta è impegnata in dialoghi più lunghi di sette o otto parole, scivola magicamente al piano americano. Sul generoso decolleté, che il direttore della fotografia sa ben valorizzare. E' un gran peccato. Non per il seno della Arcuri che comunque è sempre meglio di Bruno Vespa. Ma per il resto... beh, un po' dispiace.



Un altro delirio di aronar - scritto alle: 22:07 || commenti (2)



domenica, 20 novembre 2005



Agonismo, questo sconosciuto. E' incredibile come anche da una partitella fra amici se ne ricavino soddisfazioni o delusioni profonde.

Ieri sono stato a giocare a calcetto. Il che è tutto dire perchè non mi vergogno d'ammettere che sono una pippa colossale. Ma è stato divertete anche se oggi non mi muovo per i dolori, sapete com'è. A seguire poi una cena luculliana (un'altra si...) e una serata fra amici come non ne facevo da un po'.

Sono stato bene, sul serio. Anche perchè a calcetto ho vinto.



Un altro delirio di aronar - scritto alle: 12:18 || commenti (1)



sabato, 19 novembre 2005



Ho un sacco di arretrati da sbrigare. Dico... di resoconti da fare, di commenti, esternazioni. A dar retta scriverei per un'ora almeno. E poi se non scrivo vado in astinenza.

Cominciamo (giustamente) dall'inizio. Ieri sera si è consumata a casa mia una delle tradizionali cene di caccia, che periodicamente il gruppo degli amici di mio padre organizza. Ok, don't panic. Eravamo 28 commensali, tutto in scala gigante, dal pentolame alla tavola, alla quantità di cibo, alla quantità di vino. Tutti vini eccellenti, fra l'altro. Che dire? Avete presente ne "Le dodici fatiche di Asterix" quando vanno dal cuoco dei giganti? Ecco... una roba simile.

Peccato solo che il sottoscritto abbia dovuto mangiare in fretta perchè incombevano le prove della banda (a proposito... domani abbiamo il concerto. All'aperto!!! Follia pura...) e non sarei potuto mancare, pena la mutilazione di qualche organo cui sono assai affezionato. E poi... ah si. Il Carnevale procede, i lavori sono in vivace fermento: squadra giovane, giovanissima la pittrice, giovanissima la scultrice. Ma i risultati non sembrano male, difatti in cantiere il clima è positivo e ci sono anche piccole grandi gioie. Vi avrò scritto dozzine di volte che il mio è un paese di artisti, no? Il bello è che sono tutti "artisti della cazzata". Prendete uno qualunque dei tanti comici in TV (eccetto il sommo Maestro Benigni, logicamente), mettetelo con uno qualunque dei foianesi e vedrete che figura meschina ne farà. Ad esempio... per la carrellata degli illustri foianesi vi disegno in due pennellate la figura de "il Giovannelli".

Attenzione però, che i Giovannelli sono due: padre e figlio. Del padre (il Mago) vi dirò in un'altra accasione. Del figlio invece ho avuto la prova essere un eccellente poeta all'impronta, rimatore raffinato. Vi lascio immaginare come l'ambiente sia assolutamente informale, quindi è legittimo che ogni tanto qualche fuga di gas umano si verifichi e che nessuno si preoccupi di mascherarlo. Anzi... con gioia condivide. Al che, dopo roboante peto, il Giovannelli si gira e così, su due piedi, ti snocciola questa quartina:

un vento potente / dall'alito impuro / soffiò prepotente / passando dal culo

E se non è arte questa... vedete voi.

 

A questo punto avrei voluto commentare un paio di fatti letti sui giornali e visti in tv. Ma poi vi annoio, ed è l'ultima cosa che vorrei fare.



Un altro delirio di aronar - scritto alle: 12:01 || commenti (3)



mercoledì, 16 novembre 2005



Già mercoledì. La settimana avanza balzellon balzelloni e io non gli sto quasi dietro.

Ieri la pioggia ci ha letteralmente sommersi, due palle che non finivano più. In compenso da stamattina il mio ospite è ripartito ed io son di nuovo solo soletto padrone della mia casa (casa dei miei). Fa un discreto freddino ma il fuoco è amico e lo combatto con piacere a quella maniera. Legna nella stufa e grappa in corpo: un eccellente binomio secondo me.

Frattanto ieri sera me ne sono andato bello bello al cantiere del carnevale. I lavori procedono (e già questa è una notizia della madonna) e abbiamo iniziato a lavorare anche su qualche idea di costumi e ipotesi di musiche. AL solito però ho carta bianca (e responsabilità, mannaggia) di proporre come, cosa, quando. Ci lavoro un po' su... magari mi viene una buona idea.

Scriverei di più ma sapete... il carnevale è un segreto. Shhhhh....



Un altro delirio di aronar - scritto alle: 16:43 || commenti (2)




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