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Così rieccomi. Abbiate pazienza se sono rimasto silenzioso per qualche giorno ma ho… dormito. Di brutto. Il primo giorno per dodici ore filate, poi via via a scalare rientrando nei miei ranghi consueti del sonno abituale. Allora, ancora sono in giro: Roma per l’esattezza. Ci resterò di sicuro fino a domenica (compresa? Penso di si) e poi mi fiondo finalmente a casetta mia. A casa mia (dei miei, in effetti) ritroverò il mio amato amato amato mac e tornerò a vivere, almeno mediaticamente parlando. Oh, intanto facciamo un poco il punto della situazione, che ne dite? No, io dico di no, non è ancora il momento, non sono pronto del tutto. Intanto sono tornato alla mia innocente (?) seconda vita, quella lottiana. E poi devo riordinare i bagagli, lavare i vestiti, pianificare i miei spostamenti/incontri/svaghi nelle settimane a venire. Devo trovare anche un sistema per navigare senza fondere il telefonino… lo sto spremendo davvero duro e dopo un poco da segni di follia e non risponde più ai comandi. Sob. Ma vorrei una linea veloce, flat, ma non da un anno di contratto. Urca, ma quante cose voglio? Intanto stamani ho passato una piacevolissima mattinata in giro per la capitale, ho visto un paio di mostre che volevo vedere (consiglio quella su Andrea Pazienza, al Vittoriano che fra l'altro è ad ingresso gratuito) e la compagnia di una vecchia amica (vecchia per frequentazione di lunga data, si badi bene) mi ha davvero fatto un sacco piacere. E poi il pranzo a Trastevere - ah... le osterie di Roma...
"Ciumachellaaaa Ciumachella de Trestevereeee, sei l'ottava meraviglia de Roma miaaaa Se un pittore te volesse pitturàààààà nun saprebbe da che parte incomminciàààà"
E le chiacchiere (finalmente) inteligenti, di quelle che si ride ma che piacciono a me. E poi? Che altro? Boh, non saprei. Sto bene, mi sento rilassato, il cervellino che si era addormentato si sta risvegliando, il sorriso torna ad affiorare. Mi sento bene. E (strano a dirsi) pure bellissimo. Sto esagerando? Si, forse un poco. Vabbeh, a presto miei cari. Da Foiano. Prima o poi. Un altro delirio di aronar - scritto alle: 18:59 || commenti E' finita. Come abituarsi all'idea? Eh... mica semplice. Da un paio di ore posso ricominciare a pensare a cosa sarà domani. Stranissima sensazione, un misto di liberazione e di malinconia. A dire il vero non mi è così poco familiare come penso si deduca dallo scritto: ci sono abituato dopo tutto. E' la sensazione di quando una cosa intensa volge al termine e inizi a rimettere ordine nelle tue cose, specialmente in testa. Valuti che quei pantaloni all'inizio non erano così sbiaditi e che quella maglietta non aveva quella macchia. La macchina non aveva fatto così tanti chilometri e non era neppure così sporca. Le tue valigie hanno visto un po' di camere in più e ti porti a casa il pensiero di amici nuovi, forse davvero di alcuni nuovi amici. Ma bando alle malinconie, si è già iniziato a smontare tutto, i magazzinieri sono a pieno ritmo e tutti noialtri del gruppo d'assalto siamo in pausa relax. Fra poco ci siamo dati appuntamento per un glorioso beach volley (ci crediate o no, qui è ancora estate) e poi doccia colossale (bagno??? perchè no!) e infine cenone di chiusura stagione. Noi e l'equipe tutta del villaggio, cioè quanto ne è rimasto. Previsioni danno qualche ubriacatura come assai probabile (qualche pelliccia come dicono da queste parti) e il mio nome figura nel listino degli allibratori. Io ne dubito ma vedremo domani... Ho con me una montagna di fotografie, che prima o poi riordinerò e vi farò vedere. Domani invece si riparte, ho i bagagli fatti per metà (bugia, ho solo ripiegato alcune cose) e verso l'ora del pranzo sarò già in movimento: direzione Roma. Mi fermo nella capitale per un po' di giorni che ho da sbrigare alcune faccende e vedere molte persone. Una di queste è proprio LDS che se non si fa trovare - giuro!!! - subirà la mia vendetta, e sarà delle più feroci. Infine, come chiudere la selezione musicale che vi ho propinato in questi giorni? Eh... non è semplice. In fondo oggi si chiude tutto, adesso non ci sono più persone in giro per i vialetti del villaggio e tutto è avvolto in un aria indescrivibile, col sole già basso che prepara un tramonto spettacolare (ci sono alcune nuvole basse verso la Sila e quando il sole scende le infiamma di rosso e oro). Ci ho pensato un poco, lo ammetto e la scelta non può essere che una. Il silenzio. Ma non totale, piuttosto immaginatevi il suono dello stormire di foglie fra gli alberi, una leggera risacca e qualche rumore di martello che però è lontanissimo... Questa è oggi Simeri, questa l'istantanea musicale che commenta le immagini in dissolvenza di questa lunga, lunghissima avventura...
Da Simeri è (forse) tutto. A presto. Un altro delirio di aronar - scritto alle: 18:02 || commenti (2) Rieccomi. Sembra che sia passato un secolo e invece sono "soltanto" due giorni che non riesco a trovare il tempo per scrivere. Nel senso che la pausa che sono riuscito a prendermi giovedì l'ho investita in sonno (troppa stanchezza davvero, crollo alle strutture) mentre ieri invece la parola pausa è stata depennata dai vocabolari. Ma oggi ci risono, di fretta è vero, ma pur sempre presente il tempo sufficiente a lasciare una traccia di questa giornata di fine estate. Che poi è anche fine avventura, ancora poche ore e tutto questo periodo sarà messo a dormire nel cassetto dei ricordi. Mattinata di sole pazzesco, in spiaggia sembrava di stare in paradiso e il clima generale (anche umorale) era dei migliori. Intanto ho selezionato alcune foto di queste due settimane e delle due che hanno fatto da prologo alla stagione (qualcuno si ricorda di Ostuni?), così che prossimamente ne farò un distillato da condividere con voi, cari lettori di questo virtua-diario. Come poi ho promesso, i commenti approfonditi li farò una volta tornato a casetta, o comunque una volta al di fuori di qui, con il tempo che ritroverò tutto per me e per le mie cose. Ho mancato due appuntamenti, è vero, ma mi sono segnato le canzoni che hanno fatto da colonna sonora ai giorni precedenti. La prima - quella di giovedì - è stata Bad day dei R.E.M. mentre quella di ieri - venerdì - era Passenger di Iggy Pop. Quella di oggi invece è già più complicata perchè non ne ho in testa una precisa, ho solo la sensazione di un milieu diffuso, qualcosa che trasmetta il senso di fine estate anche se è un'estate che proprio non vuol mollare il colpo. Quindi scelgo Nuvole bianche di Ludovico Einaudi.
Scappo via, ultimi colpi di coda e poi si preparano i bagagli... Un altro delirio di aronar - scritto alle: 15:23 || commenti Staaaaanco. Mamma mia quanto sono stanco... ieri la giornata non finiva mai. Un continuo destabilizzarsi e indecisoni pericolose far lavorare al coperto o all'aperto... alla fine ci voleve una decisione. L'ho presa io. Eh... non si poteva far diversamente, ho rischiato grosso, ma gorsso davvero. Ho avuto ragione (fortuna?). Beh, al di la di tutto questo oggi mi sento molto provato, ma tengo duro che manca poco alla fine e non cederò di certo sul finale. Intanto il mio maldido socio continua a svegliarmi all'alba per guardare la TV, confidando sul fatto che non sa di svegliarmi. Lui pensa (probabilmente) che io dorma, invece non ha ancora capito che non ho semplicemente la forza nemmeno di aprire bocca per grugnire un insulto. Penso che mi farò una mezz'oretta di pisolo, sennò a stasera non ci arrivo mica. Ho altri quattro/cinque impegni di lavoro da sbrogliare entro le otto, senza considerare gli appuntamenti fissi degli aperitivi vari. Ah... dura la vita, dura anzichè no. Vi salutano tutti quanti, non vi conosce nessuno ma parlo un sacco bene di voi, ragion per cui li ho convinti. Io invece debbo salutare per forza di cose la Patchanca (che avevo promesso... anche se non mi legge più è_é), la splendida Bibi (bacio bacio bacio), i fratelli della Ladreria tutti e quelli che ho scoperto sbirciano qua dentro senza lasciare traccia (vero Melì? ^^). Ah, visto che potrei continuare questo mestiere, nei mesi prossimi venturi organizzerò un tour fra atelier e studi vari dei pittori che trattiamo, per cui potrebbe anche capitare che io passi dalle vostre zone. La parola "cena" vi dice nulla? O al limite la parola "caffè"...
Canzone di oggi: La camisa negra, di Juanes. Mi piace un sacco. Un altro delirio di aronar - scritto alle: 14:21 || commenti (5) Porca miseria, dannato aggeggio infernale mi si è cancellato tutto il bellissimo post che avevo scritto e mo' non c'ho più tempo per riscrivere tutto.
Vabbeh, vi riscrivo solo la canzone ma sappiate che sono già depresso. La canzone è: Tequila sunrise, degli Eagles. Un altro delirio di aronar - scritto alle: 14:57 || commenti (3) Ed eccomi qua, grandissimo inizio di settimana, concedetemelo. Oggi ha fatto una scarica di pioggia che nemmeno nel Laos c' è un tempo del genere, e infatti ora splende il sole ma durerà mezz'ora e poi di nuovo acqua, ci scommetto le braghe. Ad ogni modo parliamo di me: penso di aver dato una buona prova oggi di organizzazione da paura, il gruppo dei facchini (non è il termine esatto in effetti, ma è l'unico che mi viene in mente) a detta loro non è mai stato così motivato, l'equipe è in mano nostra, scenografia e costumeria sono il nostro regno, boutique come un salotto esclusivo di un caffè d'altri tempi, cabina suono è un feudo, hostess tramutate in un commando pronto all'azione... insomma: diciamo che sto lasciando l'impronta? Diciamolo. Non da solo, se si nota l'uso generoso dei plurali, perchè il mio attuale socio è uno che spinge di brutto e assieme siamo inattaccabili. Potenza e controllo: un binomio letale, credetemi. Beh, pochi ospiti comunque, quindi si lavora nella stessa misura di settimana passata ma con meno stress, per cui tutto va alla grande. Leggendo Repubblica di oggi ho sorriso nel sapere che la Biennale Teatro sta andando bene, ho avuto il piacere di conoscere Castellucci (l'attuale direttore artistico) ed è un geniaccio vero. Peccato non poterci essere, peccato davvero. Altro al momento non saprei dire, per cui vi lascio qui la canzone del giorno che è: September degli Earth Wind & Fire. Un altro delirio di aronar - scritto alle: 14:04 || commenti (2) Eccomi qua, puntuale come le cambiali. Passata la prima settimana siamo già dentro alla seconda con tutte le scarpe. Orpo. Allora, programma della giornata: mattinata trascorsa a ripristinare la galleria che è stata letteralmente saccheggiata, quindi giù di avvitatore e fantasia. Soddisfazione profonda (ed espressa pure) nel considerare di come alcune scelte e soluzioni scenografiche siano state imitate. Peccato che lo abbiano fatto male, eheheh. In compenso ho fatto una parete di mostra ad un artista da urlo!!! Mi compiaccio di me stesso. Poi che altro... beh, le solite cose: i saluti, le consegne, i pacchi, le foto ricordo, cose così. Oggi invece convocazione alle 15 per un breve briefing di aggiornamento e a seguire partitone a beach volley. Lo so, è assurdo ma è così, tanto ci sono solamente arrivi e quindi fin verso le 5 del pomeriggio siamo "liberi" da impegni di vendita e cose del genere. Naturalmente ho pochi minuti ancora per fare tutto, compresa una bella doccia che ieri sera siamo andati un po' troppo lunghi con l'orario e il mio socio di stanza, che invece ha ronfato, stamattina ha avuto la bella pensata di svegliarmi col motoGP, alle 7 del mattino...
Canzone di oggi? Beh, facile: Zampanò, di Vinicio Capossela. A presto, signori. Un altro delirio di aronar - scritto alle: 14:50 || commenti E vabbeh, mi si perdonerà ma la giornata di ieri proprio non voleva dare pace ad un misero pellegrino come il sottoscritto. Seratona di Body Art, quindi gran sbattimento scengrafico, ideativo, etc etc. Ne è valsa la pena? No, affatto: i pittori hanno proposto delle ciofeche immonde, poveri loro. Ma veniamo a noi. Oggi sono non in stanza (che non ho tempo ARGH!) ma sto rubando la connessione ad altri, per una mini ricerca di materiali on-line. Non potevo trattenermi dal condividere con voi - amatissimi lettori di questo blog - la sensazione che qui a Simeri messer Autunno stia facendo capolino da dietro la Sila, che già il vento leggero porta i suoi odori ad impreziosire questa giornata languida. Proprio così: languida. Non saprei come dire di meglio, ci sono poche nuvole che ogni tanto smorzano il sole tiepido del pomeriggio, il mare è uno spettacolo e il verde dell'erba brilla come se fosse lucidato da un gioielliere invisibile. La sensazione è di vaga decadenza, i nostri ospiti stanno facendo i bagagli, siamo già ai saluti e stasera ci sarà il seratone elegantissimo con tanto di presentazione annessa e connessa. Insomma, bello nonostante la fatica. Come sempre il tempo è poco, già mi chiamano per sistemare un po' di cose in giro e io rispondo... ahimè. Appena potrò magari faccio un bel resoconto esteso di tutto. Per adesso la canzone del giorno, che ogni tanto mi torna alle labbra: Verso sud dei Negrita.
A presto... Un altro delirio di aronar - scritto alle: 18:36 || commenti Sempre di fretta, mannaggia. Finirà comunque, la prossima settimana dovrei sopravvivere meglio. Intanto: successone della scenografia di ieri sera, ne sono orgoglioso. Era davvero bella, l'ho sentita molto mia e va benone così. Si notano tutti questi "one" che metto eh? Stasera si ripropone lo scenografo ufficiale, eheheh dovrà far di meglio: difficile. Ho chattato un poco in MSN e ho speso li il mio tempo di oggi (la solita 45 minuti -.- evviva). Quindi giusto il tempo di metter giù la canzone del giorno che è decisamente: Beppeanna della Bandabardò. Per la serie: se mi rilasso... collasso!
Salumi e caci, signori. E' un piacere sapere che siete li dietro al monitor... Un altro delirio di aronar - scritto alle: 16:26 || commenti (1) Sempre peggio, il delirio si rincorre e non trovo requie. Va bene così, tenere duro e andare avanti, prima o poi finisce anche questa corsa. Intanto due notizie figata: la prima è che la scenografia di ieri sera è stata una cannonata, è piaciuta un sacco a tutti quanti, abbiamo ricevuto i complimenti pubblici e privati. Dico "abbiamo" perchè si è lavorato a quattro mani con Federico (vi ho mai parlato di Federico?), con notevole soddisfazione. Ci capiamo bene, siamo un buon team. La seconda è che stasera tocca di nuovo a noi e abbiamo praticamente mandato ai polli lo "scenografo" storico. E ne godo un po'. Volo via perchè sono già in ritardo, ho sbrigato Lot di corsa, e ora di corsa mi ributto al lavoro. ARGH! Unica cosa che non potevo trascurare è la canzoncina del giorno, perchè ho promesso ed ogni promessa è debito. E allora ecco qua: Malarazza di Roy Paci, mi ci sono svegliato, non so perchè.
Salaam, miei piccoli amici... (ps: piove, mannaggia) Un altro delirio di aronar - scritto alle: 15:26 || commenti |
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