lunedì, 27 dicembre 2004

Silenzi-Assenzi

Ci sono ancora. Non è che me ne vado da un giorno all'altro, questo no. Oddio... ogni tanto ci penso ma al momento non ne sono capace.

Lungo silenzio, dovuto perlopiù a guerre e battibecchi col capo, qui in ufficio. Mi vieta l'accesso al web, e non ne godo affatto. Sostiene che io usi il web per le porno-consultazioni, quando invece lo uso per i fatti miei...

Beh, son stato lontano dal web qualche giorno dunque, e la sera non c'ho voglia di scarabocchiare queste pagine virtuali.

Anche adesso non ne ho troppa voglia, era giusto per fare un saluto. A me stesso prima di tutto, e perché laddove una cosa mi sia proibita, stai pur certo che di sicuro non me la faccio mancare.

Ah! Auguri a tutti.


Un altro delirio di aronar - scritto alle: 18:03 || commenti (1)



giovedì, 16 dicembre 2004

Ritornano

Giovedì, dopo pranzo. Già il fine settimana si avvicina a grandi balzi, che pare un canguro tirato su ad OGM.

Prendo spunto da una doppia occorrenza:

La prima delle due: il solito giornaletto da stazione - la seconda: la serata in programma stasera qui al teatro di Modena.

Stasera si esibiranno infatti due grandi della musica, mi sbilancio e dico di più: due virtuosi del flauto traverso. Un concerto che ha per titolo da Bach ai Jethro Tull non può che vedere affiancati Andrea Griminelli e Ian Anderson. E' assai probabile che si sappia molto più del secondo che del primo. Genere musicale ed età anagrafica sono dalla sua. Non credo che abndrò, tuttavia, per quanto mi piacerebbe molto. Ho altri impegni da assolvere, vedremo in serata.

I "nostri" di cui parlo però sono i grandi "vecchi" della musica. Con piacere ho letto (ecco il giornaletto) che è prossimo all'uscita il cd di Stevie Wonder. Dopo dieci anni di "silenzio".

Tornano anche sul palco alcuni nomi di rilievo: Rolling Stones, un paio di Queen (ci provano, riusciranno?), Pete Towsend e i reduci degli Who. Infine loro: i Cream. Pezzi di storia della musica, grandi maestri del fare musica. Fra l'altro, dei grandi che non appartengono alla mia generazione, o io non appartengo alla loro, dipende dal punto di vista. Eppure li ho ascoltati, li ascolto, li stimo e apprezzo. Li imito pure, ci provo, arranco, non è facile.

La considerazione è: che sia desolato il panorama musicale attuale, tanto da far sentire l'esigenza di far tornare i vecchi leoni?

Onestamente non lo credo. C'è molto ciarpame (favorito dalla diffusione "facile" di musica), c'è molta qualità.

Tuttavia, il ritorno dei "vecchi" non mi dispiace.


Magari passano di qua e vado pure a sentirli suonare.


Un altro delirio di aronar - scritto alle: 16:20 || commenti



mercoledì, 15 dicembre 2004

segnalazione

Questo è un post davvero interessante.

Lo segnalo, tenete d'occhio questo Blog.


Un altro delirio di aronar - scritto alle: 14:13 || commenti (1)





E' meglio subire un'ingiustizia piuttosto che commetterla.



Sono le parole di Socrate che, accusato di essere ateo e aver corrotto la gioventù ateniese scelse di bere la cicuta. Questo perché (chiosa il sagace Serra su Repubblica) preferì non avvalersi del lodo Schifani - nonostante sia retroattivo - perché una sentenza ingiusta non valeva una fuga umiliante. In sostanza, dice ancora Serra, meglio morire da giusti che vivacchiare da calunniati.



Riporto questo breve trafiletto che mi ha fatto riflettere e che ancora mi tiene occupati i neuroni. Sul senso del Teatro, ancora una volta. L'attore Carlo Rivolta (il destino è nei nomi) decide di far saltare una lettura dell'apologia di Socrate, commissionata da Dell'Utri.

Commissionata!

Stupito e sgomento apprendo che ancora oggi, esiste il mecenatismo. Peccato che, oggi come allora, sia asservimento e impiego strumentale dell'Arte. Rivolta ha scelto di non fare lo spettacolo, scegliendo così anche di non essere veicolo di una strumentalizzazione, di non esserne il medium.

Su questo, se ne può dibattere a lungo. Da un punto di vista condivido con lui la scelta "etica" in qualche misura di non appoggiare l'apologia di Dell'Utri. Da un altro punto di vista mi chiedo come sia cambiato (in bene) il fare teatro: un attore è da sempre, per prassi secolarizzata, uno strumento. Un attore agisce e un attore da voce ad un testo. Ti pago per dare voce a quel testo, per il mio diletto, tu fallo.

E invece stavolta è stato differente. Il guitto si è opposto. E ne sono lieto, sebbene avesse già recitato lo stesso testo per lo stesso committente almeno 60 volte. Si vede che stavolta ne ha sentito un peso maggiore, troppa attenzione da parte dei media, chissà.


Sul versante personale invece ho da rilevare una semplice questione: stasera a casa mia (suona bene, mi piace) avrò ospiti un bel po' di gente, amici per lo più e compagni/e degli stessi. Si cenerà assieme, dubito di avere sufficienti sedie per tutti. Vedremo.

Intanto non mi scoraggio, sto recuperando fiducia e voglia, vado avanti fra il convinto e il menefreghista. Ho trovato qualcosa di veramente speciale che mi fa star bene. E' un segreto però... e non ve lo posso proprio raccontare...


Un altro delirio di aronar - scritto alle: 14:00 || commenti



martedì, 14 dicembre 2004



Il telefono, la tua croce.

Stamattina non mi da tregua, suona di continuo. E già mi ha rotto.

Sulla macchina era pieno di ghiaccio, anche sul sellino dello scooter. E' arrivato l'inverno quindi, con qualche giorno di anticipo sui tempi "ufficiali". Curiosa, ma piacevole, l'escursione termica fra il giorno e la notte: di giorno si toccano i 10-12 gradi e si sta bene all'aria aperta, di notte si va sotto zero e si sta bene sotto al piumone.

Stasera, di nuovo, faccio una seratona a teatro, in terre desolate però, verso Ferrara, ma nella bassa più meschina. Farò tardissimo, temo, ma va anche bene così. In fondo l'ho scelto io e, per quanto attualmente mi trovi in dubbio su questo posto di lavoro qua, ho intenzione di tenere duro.

In tutto questo c'é una cosa che mi fa sorridere: molti commentano queste mie deliranti righe, ma lo fanno in via privata: con i messaggi sul cellulare, o addirittura con mezzi alternativi. Mi piace anche così.

Evviva il ritorno al pudore.


Un altro delirio di aronar - scritto alle: 13:21 || commenti



lunedì, 13 dicembre 2004



Con un aria da commedia americana
sta finendo anche questa settimana

(Lucio Dalla - "Anna e Marco")

Come incipit è decisamente un ossimoro. Inizia la settimana, non finisce. Dipende ad ogni modo dai punti di vista ma teniamo buona la convenzione sociale e convinciamoci che la settimana comincia con il Lunedì. Ma l'aria da commedia americana che canta Dalla la sento lo stesso e così cito.

Stamattina ho piacevolmente ronfato sotto le coperte, mi sono svegliato con calma e con calma ho fatto tutto. Mi sento meglio, ho deciso che investirò più energie nel lavoro e ottimizzerò il mio tempo per le altre attività, gioco compreso. Che poi è il mio "vero" lavoro ma questa è un'altra storia.
Stamattina ho letto con piacere l'editoriale di Repubblica, firmato da Adriano Sofri. Dico con piacere perché non so cosa darei per avere solo un terzo della sua capacità di analisi e di sintesi. Parla della tecnologia e dei suoi utilizzi in senso più lato. Riflette su come la comunicazione globale in tempo reale abbia cambiato anche il terrorismo. Lo stimo, ma non condivido questa sua posizione. Dice che il terrorismo si nutre dello spettacolo, della "visibilità". Io dico invece che se ne nutre "certo" terrorismo e che richiede "certa" visibilità.

Proprio sabato sera, vedendo lo spettacolo della bravissima (davvero, credetemi) Roberta Biagiarelli "A come Srebrenica" ho ripensato a come la comunicazione, i giornalisti, le redazioni scelgano senza pietà cosa e quando far vedere. A Srebrenica (e sfido buona parte dei lettori a dirmi dove si trova) si è consumato per oltre un anno un dramma umano che somigliava più ad una farsa che alla terribile realtà che è stata. L'eccidio più crudo e più nulericamente alto dopo la seconda guerra mondiale. Eppure, ben poco se ne sa perché quasi niente si è saputo. Silenzio dei mass-media.

Però, su internet, sui blog, sui siti indipendenti qualcosa c'è, qualcuno si incazza, ragiona, discute, dice. Se il terrore si serve della tecnologia, se ne serve allo stesso modo anche la "resistenza" mediatica, i canali di comunicazione sono aperti. Bisogna però tenere le antenne dritte e saper leggere. Ma soprattutto bisognerebbe saper pensare.



Un altro delirio di aronar - scritto alle: 12:19 || commenti



sabato, 11 dicembre 2004



Tornato da Milano.

Una bella serata, un gran bello spettacolo.
Ora però non c'ho molta voglia di scarabocchiare, perchè mi preparo per uscire di nuovo. Di nuovo a Teatro. Di nuovo a vedere uno spettacolo che conosco. Che è bello. Che merita.

A domani, forse, il racconto di tutto.


Un altro delirio di aronar - scritto alle: 19:12 || commenti



venerdì, 10 dicembre 2004



Stamani scrivo con qualche ora di ritardo rispetto al solito.

Questo non significa affatto che io abbia riordinato le idee... solo che magari, nel corso della mattinata, queste cambiano.
Ad esempio, avrei voluto fare una digressione sulla prima pagina di Leggo (rivelando così quale dei due quotidiani cittadini gratuiti spulcio ogni mattina in treno). In primo piano c'è che la produzione di Don Matteo farà morire l'amato parroco, perché l'attore non vuol girare il quinto sequel della serie. Un trafiletto invere (in basso a destra) ci ricorda che ancora le ambasciate sono sotto attacchi terroristici. Questioni di priorità, ovvio.

Mi interrogo sul senso etico dell'essere giornalisti, mi interrogo se ancora ci siano dei giornalisti. Mi interrogo e il bello è che mi rispondo pure! Ma quanto sarò idealista? Troppo, mi vien da dire, ma tant'è.

Volevo farla la digressione, ma non la farò. Al solito butto li un semino, chissà se qualcuno leggerà queste righe e vorrà dire la sua. Anche no, basta solo rifletterci.
Stasera me ne vado a Milano, la grande mela d'Italia. Vado a teatro a vedere un bello spettacolo che consiglio a tutti: Braccianti. La memoria che resta. Ne approfitterò per incontrare (forse) qualche amico, ma di questo magari scriverò domani.
Invece aggiungo una graziosa nota di colore: in uno dei "miei" teatri si stanno operando dei furti, almeno così parrebbe. Il responso del perito è stato: furto con destrezza. Giuro, mi veniva da ridere, dato che nel MUD che frequento assiduamente, interpreto un ladro che opera furti con destrezza.

Mi guardo in giro con apprensione.
Chissà se sospetteranno mai di me?


Un altro delirio di aronar - scritto alle: 13:43 || commenti



giovedì, 09 dicembre 2004

Questi fantasmi

E di nuovo cambio casa, di nuovo cambiano le cose...



Inizia così una bella canzone di Ivano Fossati, stamani mi sono svegliato e ce l'avevo in testa. Sarà perché, da ieri, sono ufficialmente insediato nel mio nuovo appartamento. Tutto daccapo, si ricomincia.

Primo effetto benefico: posso dormire di più la mattina, ho guadagnato almeno mezz'ora di sonno, e mica male direi.

Ho anche acquistato un televisore, sfatando, da subito, quanto scritto l'altro ieri. La tv, ho detto, la guardo poco ma se la guardo voglio farlo bene, e un 14" non è esattamente bene.



Il freddo si è momentaneamente allontanato dall'Emilia, stamattina son venuto con lo scooter che pareva appena autunno, un pallido sole a rischiarare il cielo e si sta davvero bene all'aria aperta.



Ieri sera mi son visto Questi fantasmi del grande Eduardo. Ancora una volta, tanto di cappello al cospetto del Genio, al cospetto di Sua Maestà il Teatro. Spettacolo un poco lungo e, visto che ero un pochino fuori sede, ho tirato di lungo facendo deviazione per andare a mangiare una pizza in un locale di quasi-amici. E' questa una delle cose che amo visceralmente nel mio lavoro: sapere che all'una di notte c'è un posto dove trovi gente che si siede al tavolo con te e chiacchiera. Di tutto.

La scena è questa: un pizzeria da asporto, aperta fino a tardi la notte. Però su richiesta servono la pizza sul tagliere di legno, senza posate (ovvio) ma ben tagliata in otto spicchi, bibita in lattina inclusa nel prezzo. Allora, io entro, saluto e sono salutato. Mi siedo, scambio due parole e quando la pizza è pronta mi servono al tavolo come se fossi un piccolo re. Rido, mangio, sparecchio e me ne vado. Prima di uscire arriva un anziano, di quelli che sono tutto lo spirito di un paese. Mi fermo a parlare con lui, è quel tipo di persone con cui starei alzato fino all'alba per ascoltare le sue storie. La mia ragazza invece ha sonno, tira la manica della mia giacca e capisco che in effetti (per lei) è molto tardi, anche perché ci aspetta quasi un'ora di auto. Saluto, esco e mentre guido per l'autostrada percorsa migliaia di volte penso che si, sono fortunato... mi piace questa vita.


Un altro delirio di aronar - scritto alle: 10:35 || commenti



martedì, 07 dicembre 2004



Ho iniziato a farlo perché, in un certo senso, ci sono stato costretto. Ho proseguito, invece, per scelta. E adesso son sempre più convinto della mia decisione. Parlo della televisione, non la guardo più da almeno due anni.
Non che sia sempre spenta, semplicemente non guardo praticamente nulla al di fuori di poco sport (per lo più il motomondiale, o una grossa fetta di olimpiadi di recente), uno o due programmi che reputo "intelligenti" o "divertenti".

D'altra parte della televisione so, comunque, quasi tutto: anche perché oramai, nel desolato panorama di idee degli autori, siamo arrivati a celebrare la meta-televisione. Si fanno programmi di commento ai programmi. Inoltre la TV fagocita tutto e risputa mal digerito tutto quanto: la radio ad esempio (quanta televisione c'è nella radio...) o la stampa. E' una specie di Maelmstrom, solo che diecimila volte più schifoso dell'originale.

Preferisco ancora una volta starmene seduto sul divano, una tazza di cioccolato caldo, luce calda e un buon libro. Magari un poca di musica. O magari - perché no? - un poca di vita virtuale. A chi obietterà che giocare al PC è da ebeti rispondo che: dipende dal gioco. Per quello che faccio io, di gioco, credo serva molta intelligenza e molto senso dell'umorismo. Ma è un mio punto di vista. Forse sbaglio e sono in difetto, dovrei guardare la tv come fanno buona parte degli italiani.

Ma mica si può essere perfetti, no?


Un altro delirio di aronar - scritto alle: 10:13 || commenti




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