mercoledì, 20 febbraio 2008



Ed eccomi qua, in diretta dal Ligera, dove ormai trascorro la più parte delle mie nottate, a scrivere qualche riga per quelli che, cari amici, mi tirano le orecchie per la lunga assenza di parole su queste virtua-pagine.
In effetti non so nemmeno il perché di tanto silenzio, in fondo il tempo "libero" non mi manca.

Forse perché sono cambiato io, forse perché sono cambiate le circostanze o molto più probabilmente perché la forma dello scrivere è sempre stata per me una specie di catarsi, un modo per buttar via pensieri, riflessioni o sfoghi. Insomma... catarsi. E invece adesso sto bene, fatta eccezione per le solite ataviche faccende che non mi mollano mai ma che affronto con rinnovata e stupefatta leggerezza. Di questo stato di grazia devo un'abbondante fetta alla mia compagna, e non mi vergogno affatto di dirlo. Anzi. E poi ci sono gli amici di Milano, della Grande Pesca, che sono già come se fossero gli amici di sempre: davvero una compagnia sempre piacevole, mai noiosa. Tant'è che domani sera si prepara una bella cena mexico e via andare.

Però qualcosa di cui sento la mancanza c'è. Mi mancano le lunghe chiacchierate con gli amici di sempre: il caro Caldaia, il saggio Professore, il placido Cima, l'irrequieto Donati. E allora? Allora magari mi impegno e sfrutterò di più la tecnologia. Del resto se il Professore non è facilmente raggiungibile (e fermati un po', no? Eccheccazzo!) lo posso sempre inseguire con la posta elettronica. A patto però che mi scriva lui per primo, visto che ho formattato il piccì e non c'ho più manco mezzo indirizzo.





Un altro delirio di aronar - scritto alle: 22:49 || commenti (7)



giovedì, 08 novembre 2007



Uhmmmm... si, mi sono decisamente impigrito riguardo a questo blog.

E' che sono successe tante cose, tante ne stanno succedendo e - chissà? - mi auguro che tante ancora ne accadranno.

E allora cosa? Beh si, ce l'ho fatta: il Ligera è realtà. Un grazie smisurato a quelli che c'erano il 6 di ottobre, perché l'ho davvero apprezzato. Un grazie immenso all'insostituibile Nano Gigante, che poi è Alberto, che ho scoperto essere non uomo ma un cuore antropomorfo. Non ho fatto pressioni su nessuno, del resto ognuno ha i fatti suoi da fare, ma per me era un giorno davvero importante: lui c'era. Tanto basta.
Poi un grazie ai miei fratelli, la casa del verro. Sono venuti da bologna, così, semplicemente per dirmi "in bocca al lupo". Ora lo posso dire: mi ha sinceramente commosso.


La Vero l'ho ringraziata abbastanza, credo, ma lei lo sa e non credo di dovermi ripetere ancora.

Ciò non toglie che a tanti devo ancora dire grazie: ad Henry, per il sostegno e l'ingegno, al Nasuto perché anche se è un cialtrone è uno di quelli "buoni" e alla sua Tata che si fa fatica a servire come cliente! Al Lammo che ce l'ha fatta e a tutti quelli che mi sto dimenticando.
Un grazie sincero anche al Prof. Lo Cascio, che non è ancora passato ma che è come se lo avesse fatto tutte le sere. Perché con certi amici è così: vedersi o non vedersi è solo un dettaglio.

Oohhh... ho scritto qualcosa, contenti?


Un altro delirio di aronar - scritto alle: 09:43 || commenti (6)



martedì, 11 settembre 2007



Ehmmmm... in effetti mi sono dimenticato di aggiornare da un po' di giorni. Si daccordo, un po' non ho avuto tempo e un po' di più perché non ne ho avuta gran voglia.

Da quel "golfo aranci" ho fatto un bel po' di km e lette un bel po' di pagine da quel "partigiano johnny". Ma ne parlerò quando torno a casa, oramai avete aspettato tanto, aspetterete ancora un po'.



Graaaazie.


Un altro delirio di aronar - scritto alle: 01:11 || commenti (5)



mercoledì, 25 luglio 2007

Qualche aggiornamento

Senza poi moltissimo da dire, se non che l'estate sta passando abbastanza in fretta.
Per i più attenti che avranno notato l'idiosincrasia fra la colonna di sinistra e le precedenti dichiarazioni confermo che è proprio così: mi trovo in sardegna, nella bella sardegna. Sono qui in via temporanea fino a venerdì e poi me ne tornerò alla mia destinazione calabra.

Fortuna (e un pizzico di malizia) vuole che debba fare scalo di nuovo a Milano, per cui riuscirò a godermi un altro fine settimana cittadino con la mia bella. Ottimo.

Agli affezionati lettori (cui sono, di rimando, affezionato) chiedo di portare pazienza. Mi farò sentire quando sarà finita l'estate.
Che poi non è manco detto, di quando in quando capiterà di scribacchiare qualche notiziuola.

Pel momento, buone cose gente.


Un altro delirio di aronar - scritto alle: 11:11 || commenti (4)



sabato, 23 giugno 2007



Solo chi conosce la "piazzola" può capire cosa significhi il caldo di un pomeriggio d'estate sotto i teloni dei "banchetti" allineati in piazza VIII Agosto.
Non un filo d'aria: la cappa rovente dei tendoni di plastica tesi a proteggere dal sole ha reso l'aria irrespirabile; l'odore di sudore ristagna e si confonde con quello della merce: cuoio e pelle di scarpe appena uscite dalla fabbrica, abiti nuovi e usati, boccette di profumo scadente, sapone da barba, vecchie divise militari, zaini e berretti portati da chissà quale esercito in chissà quale guerra...
Grasse venditrici ambulanti alle quali il caldo ha tolto perfino la forza di bestemmiare, intorpiditi venditori ormai suonati per l'afa di quel pomeriggio d'estate.
Nessuno in giro: i clienti si guardano bene dal mettere piede sotto i teloni infuocati.
E' uno di quei pomeriggi nei quali il solo pensiero di ammazzare un uomo dovrebbe debilitare, sfinire.
Ma succede. Succede di tutto in questa tranquilla città di stampo antico.
Ecco perché la centrale chiama l'auto 28 e Sarti Antonio, sergente, con l atesta fuori dal finestrino a cercare un alito di vento, deve fare forza su se stesso per reagire all'indolenza e rispondere alla chiamata.
"Si. Auto 28 in ascolto."


Ecco, così ho conosciuto Loriano Macchiavelli e così, forse, lo conoscerete anche voi se come me non avete ancora avuto modo e maniera di leggere le pagine di questo scrittore. Perché Macchiavelli è uno scrittore e per forza: con un nome così non avrebbe potuto fare altro nella vita se non scrivere. E scrivere bene per giunta.
Che gli giro attorno è da un bel pezzo ma chissà poi per quale motivo non avevo ancora mai rotto quel diaframma che mi faceva lasciare sugli scaffali della Feltrinelli (quella sotto le due torri a Bologna) i suoi libri. Il che è ancora più strano se si pensa che molti di questi sono firmati a quattro mani proprio con Francesco Guccini, del quale - come molti ricorderanno - non ho mai fatto mistero di essere un vero e proprio ultrà.
Sarà poi che in quella città ci ho davvero lasciato un pezzo di cuore, sarà perché in effetti "la piazzola" è proprio così come la descrive in poche righe o sarà semplicemente perché i racconti (tutti brevi, nel volume Sarti Antonio fra gente perbene, ed. Oscar Mondadori) sono davvero ben congeniati e ancor meglio narrati. Insomma... sarà un po' tutto questo.
Sta di fatto che mi tiene compagnia, ogni tanto, in questo afoso giorno di fine giugno. E se dico afoso credetmi: è davvero così.





Un altro delirio di aronar - scritto alle: 17:16 || commenti (2)



venerdì, 22 giugno 2007

Ricomincio da TRE

Prendo a prestito il titolo del post dall'omonimo film del mai troppo compianto Massimo Troisi.
SI dice che il TRE sia il numero perfetto e magari è davvero così. Io, che non sono un cabalista, un poco ci credo (a parte la nostalgia degli anni in cui giocavo vestendo con orgoglio proprio suddetto numero) e perché mi dico che questa che è la terza stagione dentro ai valtur sarà quella perfetta. Lo sarà perché è già deciso che sarà anche l'ultima, quindi già le premesse sono eccellenti.

Veniamo però a noialtri.
Trascurai, mea culpa, le pagine di questo diario per un po' troppo tempo.
Ora però sono in MSN con la Signora, per cui... lo trascurerò ancora un poco.

Vi abbraccio tutti, con calore (nel vero senso della parola).


Un altro delirio di aronar - scritto alle: 19:27 || commenti



venerdì, 11 maggio 2007



In effetti accadono cose che... beh, andiamo per ordine.

E' ufficiale, ad Ottobre aprirà il "mio" locale. Non sto nella pelle, lo devo ammettere. Ho taciuto con (quasi) tutti fino ad ora, un po' per scaramanzia e un po' per scaramanzia. Volevo essere davvero certo che il progetto non si sarebbe arenato per qualche stupido inghippo o contrattempo o chissà che cosa d'altro. Invece ormai lo posso dire: il locale c'è e si aprirà.
Sono giorni che siamo dietro (io e il socio, ndr) a rimettere a posto ciò che i precendenti gestori avevano manomesso e lo stiamo facendo con un buon risultato. Tinteggiate le pareti di nuovi colori, riveduti e corretti i pavimenti, ripristinata la cucina e l'impiantistica. Insomma... sta davvero rinascendo.

Sui dettagli di cosa e come e quando avrò tempo e agio di aggiornarvi, o affezionati (?) lettori mentre invece oggi ho voglia di riflettere sulle opportunità.
A tal proposito mi permetto di segnalare ben due cose che mi piacerebbe seguiste in prima persona.

La prima è l'avventura musicale del prode Nasone che sta facendo grandi passi con il suo gruppo. In lizza per l'Heineken Jammin' Festival, mi permeto già di anticiparvi qualche cosa. Anzi, faccio di meglio: vi invito a seguire direttamente chi e cosa sono semplicemente seguendo questo sentiero --> www.l4an.it, che comunque ho prontamente inserito fra i links.

La seconda è l'altra avventura del supereroe Alpy, le cui pagine trovate fra gli amici bloggers e che sta invadendo il mercato con un prodotto davvero molto Bello. E anche Preciso. Il marchio di orologi che presenta sul mercato si chiama proprio così Bello e Preciso e pure a lui auguro grandissima fortuna. Ha un cuore grande così, il nanaccio, ed ha pure la stoffa del supereroe.

Eccolo qua, un post che è una soletta pubblicitaria ma chissenefrega.
Quando ne vale la pena... ne vale veramente la pena.



Un altro delirio di aronar - scritto alle: 10:26 || commenti (6)



mercoledì, 11 aprile 2007

Caro Samuele

Caro Samuele,

già da tempo un amico con un buon naso per la musica mi aveva posto in allarme. Mi ricordo benissimo che, dopo la segnalazione, ebbi a prodigarmi per trovare quanto prima la conferma alla aberrante notizia che il buon amico recava seco. La tovai, non ne godetti.

Stamani però si è consumata proprio la minitragedia, come dire? la delusione si è fatta più radicata.
Ma perché, ci si chiede a più voci, hai permesso che una bella canzone come quella fosse massacrata da un arrangiamento banale e pure un po' - e diciamolo! - bruttarello?

La canzone non conserva niente della vivacità dell'originale, l'arrangiatore l'ha appiattita come manco la vecchia che tira la sfoglia dalla Clerici. E vabbè, è proprio vero che pecunia non olet e le vendite che fa la Pausini tu te le sogni... daccordo.
Vero anche che "quella li" fa un sacco di vendite fra i nostri cugini iberici e che la canzone è proprio rifatta per il gusto dei suddetti cugini: amanti della lagnosità melodica mascherata da una falsa aggressività pop.
Ma che cazzo!

Mi piaceva così tanto "Spaccacuore" che stamani mi è proprio scesa la catena, come si dice (anche) a Bologna.
Una cosa però puoi farla per rimediare in extremis?
Puoi chiedere di sospendere almeno la proiezione del video musicale?
Ho provato ad escludere l'audio e sembra una campagna del WWF per salvare le balene spiaggiate.



Grazie.


Un altro delirio di aronar - scritto alle: 10:01 || commenti (6)



giovedì, 05 aprile 2007

Dell'importanza delle piccole cose

Sullo sfondo dei grandi eventi sono i dettagli che fanno la differenza. Sono i piccoli gesti, le piccole storie, le attenzioni particolari alle sfumature ad impreziosire. E ad essere importanti, per l'appunto.

Così capita che quattro pezzi di legno (nemmeno troppo buono) ti diano l'impressione di qualcosa di molto più grande e un pizzico di granaglie macinate e fatte condensare in liquido ti facciano sentire un Re. Così capita che un "modesto" intervento di giardinaggio somiglia lla costruzione di un castello.

E allora è bella la pioggia sui vetri, è bello il plaid sulle ginocchia ed è bello svegliarsi con il sorriso sulle labbra.
Dettagli. Fondamentali.


Un altro delirio di aronar - scritto alle: 10:26 || commenti (1)



martedì, 03 aprile 2007



Bene, è ricominciata la primavera. Almeno così verrebbe da dire, a guardar fuori dalla finestra e a giudicare dal livello dei miei starnuti.
Ci sono tante novità da gestire e almeno un paio di grossi (immensi) progetti nel calderone della vita, anche alcune cose che mi piacerebbe condividere con te, o anonimo lettore di queste pagine virtuali.

Mi rivolgo all'anonimo perché i "nomati" lo sano già per contatto più o meno diretto.
E' questa la ragione per la quale mi piacerà (credo) riprendere a scarabocchiare queste mie, con la leggerezza che le ha viste nascere e con la piacevole consapevolezza che si, ho voltato la pagine e c'è tutto da iniziare.
Bello.


A presto dunque, sempre su questo (?) schermo.


Un altro delirio di aronar - scritto alle: 16:18 || commenti (1)




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